Brioches, Colazione, Dolci, Lievitati dolci
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Couronne des Rois

Solitamente per la festa della Befana preparo la Focaccia tipica della Val di Susa, che prima o poi (prossima Epifania?) riuscirò anche a postare.
Ma quest’anno, causa la mia intolleranza all’uovo, ho mestamente rinunciato a prepararla.
Dopo un Natale senza panettore e pandoro ero pronta ad una Befana senza focaccia.
Invece ieri, in zona cesarini, mi appare su Facebook un post di Morena di Menta e Cioccolato che consiglia una soffice brioche della tradizione svizzera tipica dell’epifania.
Ovviamente conquistata dall’immagine apro il link per leggere la ricetta, scopro con gioia che non sono previste uova e alle 14.00 volo in cucina a impastare.
Si tratta di un soffice e dolce panbrioche che io ho fatto quasi esattamente come consigliato da Morena, apportando però piccole modifiche alle dosi e ai tempi.
Il suo nome, Couronne des Rois, significa corona dei re e la tradizione vuole che nell’impasto venga nascosto un piccolo re. Chi lo trova vince la corona che si posiziona sopra al dolce.
Nel mio caso il piccolo re è stato sostituito con una più semplice fava, che “casualmente” è stata trovata dalla mia nipotina, felice di vincere la coroncina.
E’ un impasto piuttosto semplice da fare,  a patto di avere un’impastatrice od ottime braccia 🙂
Io ho usato una tortiera a cerniera del diametro di 24 cm e ho dato al dolce la stessa forma “sofficiosa” data da Morena, ma sul web ho visto che solitamente questo dolce ha la forma di una ciambellona che potrete quindi cuocere direttamente sulla placca forno.
Ho ricalcolato i tempi, poichè a me serviva che il dolce fosse pronto da infornare appena sveglia, in modo da sfornarlo e portarlo al pranzo in famiglia.
Ho quindi fatto il primo impasto, lasciato lievitare circa 8 ore nel forno con la luce accesa, l’ho sgonfiato, formato nella tortiera e rimesso a lievitare in frigorifero fino alla mattina successiva.

In questo modo appena sveglia ho cotto e sfornato questo profumatissimo panbrioche.

Ingredienti:
– 250 g. di farina 00
– 250 g. di farina manitoba
– 6 g. di sale
– 100 g. di zucchero semolato
– 250 g. di latte tiepido
– 1 cubetto di lievito
– 100 g. di uvetta
– 100 g. di burro morbido
– la scorza grattugiata di un’arancia
– panna per spennellare
– zucchero semolato da cospargere
Primo Impasto:
Mettere nella planetaria il sale, le farine, lo zucchero e la scorza di arancia (il sale sempre sotto, per non compromettere l’efficacia del lievito).
Sciogliere il cubetto di lievito in 100 ml. di latte tiepido, aggiungerlo agli altri ingredienti e iniziare ad impastare con la foglia. Aggiungere lentamente i restanti 150 ml. di latte tiepido.
Quando l’impasto sarà ben amalgamato aggiungere piano piano il burro, facendolo assorbire. Montare quindi il gancio e continuare ad impastare fino ad incordare.
Per me non è stato necessario poichè ho ottenuto un impasto molto morbido, ma se risultasse troppo duro aggiungere un goccio di latte.
Coprire con uno strofinaccio e mettere a lievitare in luogo tiepido fino almeno al raddoppio (io ho lasciato lievitare circa 8 ore ma è sufficiente meno tempo).Secondo impasto:
Mettere in ammollo in acqua tiepida l’uvetta per circa un’ora poi strizzarla.
Sgonfiare l’impasto, aggiungere l’uvetta, impastare quanto necessario per distribuirla bene e fare le pieghe all’impasto. Ricordarsi inoltre di aggiungere una fava.
Prelevare circa un quarto dell’impasto, fare una palla e posizionarla al centro della tortiera. Con l’impasto rimanente formare 6 palline da mettere intorno a quella centrale.
Coprire con pellicola per alimenti e mettere in frigorifero per tutta la notte.Togliere l’impasto dal frigorifero per riportarlo a temperatura ambiente, scaldare il forno a 200°,  spennellare la brioche con della panna e cospargere di zucchero semolato.
Infornare abbassando la temperatura a 180° per circa 30 minuti fino a doratura della brioche. Se si dovesse scurire troppo in superficie coprire con carta alluminio.

Sfornare e lasciar raffreddare prima di servire decorato con una bella coroncina.

Come indica anche Morena, chi volesse prepararla in giornata salti il passaggio in frigorifero ma lasciar sempre lievitare, in ogni fase, almeno fino al raddoppio.

 

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5 Comments

  1. Ma che meravigliaaaa, bravissima! Non conoscevo questo dolce, ma in questi giorni ne ho visti diversi in vari blog e devo dire che il tuo è davvero uno dei più belli, complimenti 🙂

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