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La Clam Chowder e la nostalgia per la cucina americana…

Io e mio marito siamo profondamente affascinati dagli Stati Uniti, dalla loro cultura, dai loro spazi sconfinati, dal loro grande senso di civiltà (con mille contraddizioni, sia chiaro…) e anche dalla loro cucina.
Dopo due anni di vacanze americane posso dire con certezza che chi identifica la cucina americana solo con il junk food o, ancora più semplicisticamente, con il fast food, sbaglia di grosso.
Sicuramente hamburger e patatine, salse, hotdog e bibite ipercaloriche spopolano negli Stati Uniti e sono così diffusi da far pensare che siano gli unici cibi disponibili.
Ma non è così.
La cucina americana è ricca e fantasiosa, gli ottimi tagli di carne di prima scelta la fanno da padroni un po’ ovunque anche se non mancano deliziosi piatti di pesce. In America abbiamo mangiato le migliori steak della nostra vita e abbiamo lottato contro il carapace di granchi grandi quanto un piatto.
Colazioni e brunch ricchissimi, che non necessariamente fanno schizzare il colesterolo alle stelle, aiutano ad iniziare la giornata con gusto ed energia.
Un aspetto meno conosciuto della cucina americana è quello che riguarda le zuppe.
Spesso nelle steak-house dell’ovest abbiamo trovato verdure e “soup” a buffet, da servirsi a volontà.
Si tratta spesso di zuppe a base di panna e patate, non proprio ciò a cui siamo abituati noi italiani amanti della cucina mediterranea, ma vi garantisco in ogni caso che la cucina americana è degna di attenzione poiché riserva delle meravigliose sorprese.
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Ad agosto ci siamo concessi un lungo On the Road lungo le strade dell’Ovest americano. Ventitré giorni di meravigliosi paesaggi, a bordo di un comodissimo Suv con cui abbiamo macinato migliaia e migliaia di kilometri. Ventitré giorni emozionanti, in cui abbiamo attraversato un bel pezzo di America: partendo dal Montana, dove abbiamo visitato lo stupefacente parco di Yellowstone, siamo passati attraverso Wyoming, Idaho, Utah, Arizona, Nevada e infine California. Abbiamo visitato i principali parchi del West, entusiasmandoci sempre, lasciando un pezzetto di cuore in alcuni.
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E’ stato un viaggio prevalentemente naturalistico, ci svegliavamo in mezzo agli animali selvatici, facevamo colazione con gli scoiattoli ammirando i geyser, incrociavamo mandrie immense di bisonti e, per caso, anche un bellissimo orso. Ci siamo riempiti gli occhi di stupefacenti panorami.
Siamo passati dai 3°C all’alba di Yellowstone ai 60°C della notte nella Death Valley.
Tralasciando la tristissima e deludente Salt Lake City (a nostro avviso, i gusti sono gusti!), le uniche città visitate sono state Las Vegas (altra delusione…) e San Francisco.
Proprio la City by the Bay, meravigliosa città ricca di vita e esperienze, molto più reale e schietta della patinata New York, ci ha regalato le maggiori soddisfazioni in fatto di cibo.
Quando sono venuta a conoscenza della Raccolta indetta da Sara ed Elisa immediatamente il mio pensiero è corso a San Francisco, riassaporando nostalgicamente la meravigliosa Clam Chowder mangiata e rimangiata durante la nostra vacanza.
Premesso che a San Francisco ad agosto faceva VERAMENTE FREDDO, riscaldarsi con una buona zuppa era semplicemente favoloso.
La Clam Chowder è una zuppa a base di vongole, patate, bacon e panna, ma può variare molto a seconda del luogo in cui si mangia, motivo per cui esistono molte ricette differenti.
Noi abbiamo voluto assolutamente andare a mangiare quella notoriamente più buona ed “originale”. Quella servita al Bistro Boudin, al famoso Fisherman’s Warf (indispensabile la prenotazione). Un locale deliziosamente intimo e caldo, un’oasi di pace rispetto alla frenesia della metropoli più europea d’America.
La Clam Chowder viene tradizionalmente servita in una Sourdough Bread Bowl, ovvero una ciotola di pane leggermente acidulo, realizzato con pasta madre. La delizia della zuppa calda e cremosa si sposa perfettamente con questo particolare pane, che si impregna di zuppa e invita a scavare a lungo nella pagnotta, fino a gettare la spugna satolli ma felici.
Il Bistro Boudin è adiacente alla Boudin Bakery, dove viene prodotto il famoso pane, il tutto sotto gli occhi dei passanti e dei clienti che possono osservare ogni fase della panificazione attraverso immense vetrine.
In ogni caso a San Francisco è possibile mangiare delle ottime Clam Chowder anche in numerosi bar e chioschi dislocati in tutto il Pier 39, risparmiando tempo e denaro rispetto al Bistro Boudin. Noi ne abbiamo provate diverse… per non farci mancare nulla 🙂
Quanta nostalgia…
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Non potevo proprio resistere al desiderio di riprodurre la Clam Chowder in occasione della Raccolta Amarcord.
Il risultato ci ha sorpresi: molto simile a quella mangiata a San Francisco, secondo mio marito anche migliore, ma purtroppo consumata nella nostra cucina senza la vista sulla baia californiana…
Veniamo alla ricetta, che è più complessa a dirsi che a farsi.
Ingredienti per 2 persone:
Per il pane:
– 600 g. di farina 0
– 40 g. di lievito madre essiccato
– 400 ml di acqua tiepida (circa)
– 1 cucchiaio di olio
– un cucchiaino di zucchero
– 10 g. di sale
Per cucinare le vongole:
– 1 kg. di vongole
– 3 cucchiai di sale fino e 3 cucchiai di sale grosso
– 1 carota
– 1 costa di sedano
– 1 spicchio di aglio
– 1 bicchiere di vino
– 800 ml di acqua (circa)
Per la zuppa:
– vongole sgusciate
– 1/2 carota
– 1/2 costa di sedano
– 1 cipolla piccola
– 1 patata grossa
– 30 g. di burro
– 6 fette di bacon
– 400 ml di brodo di vongole
– 250 ml di panna
– sale (se necessario!) e pepe
Io ho preparato l’impasto per il pane la sera precedente e poi lasciato lievitare tutta la notte. Ho ottenuto così una pasta soffice e molto elastica.
Unire tutti gli ingredienti nella planetaria, impastando con il gancio, aggiungendo l’acqua pian piano, valutando quanta ne assorbe l’impasto. Alla fine deve risultare un impasto liscio ed elastico ma non troppo asciutto.
Coprire con un canovaccio e lasciar lievitare fino al raddoppio oppure, come nel mio caso, un’intera notte.
Sgonfiare l’impasto e dividere a metà, formare due pagnotte piuttosto alte e lasciar nuovamente lievitare, su una teglia rivestita di carta forno, per almeno un’ora.
Infornare a 250°C per 30 minuti circa (dipende dal forno), fino a completa doratura delle pagnotte.
Far raffreddare e con un coltello ben affilato tagliare la sommità e scavare la mollica, ottenendo una bella scodella di pane.
Per cucinare le vongole è necessario lasciarle spurgare dalla sabbia per molte ore.
Io le ho messe in una terrina, le ho coperte di acqua fredda e ho messo 3 cucchiai di sale fino.
Le ho lasciate in ammollo per almeno 3 ore, poi le ho risciacquate, rimesse nella stessa terrina, coperte di acqua e aggiunto 3 cucchiai di sale grosso, lasciandole spurgare per altre 3 ore. La sabbia sotto i denti quando si mangiano le vongole proprio non la tollero, quindi preferisco esagerare in fase di spurgo 🙂
A questo punto le ho sciacquate a lungo sotto il getto d’acqua, ho messo a bollire 800 ml di acqua, con un bicchiere di vino, carota, sedano e aglio. Appena l’acqua bolle immergervi le vongole, lasciarle bollire qualche minuto e con un mestolo forato tirare su tutte quelle che si sono aperte. Gettare via quelle chiuse perché non commestibili.
Filtrare l’acqua in cui sono state bollite le vongole e conservarla. Io l’ho filtrata mettendo più strati di carta da cucina dentro ad un ampio colino, in modo da evitare che qualsiasi residuo di sabbia potesse passare.
Sgusciare le vongole.
E’ il momento di preparare la zuppa.
In una padella antiaderente o una piastra ben calda cucinare le strisce di bacon fino a che diventano belle croccanti. Tagliare quindi il bacon a pezzettini piccoli.
In una casseruola fare un soffritto con carota, sedano e cipolla, 30 g. di burro e la patata tagliata a cubetti.
Lasciar soffriggere un po’ e aggiungere il bacon.
Quando si è insaporito il tutto aggiungere 400 ml di brodo di vongole ben filtrato, coprire con un coperchio e lasciar cuocere per circa mezzora, comunque fino a quando la patata è morbida.
Aggiungere quindi la panna e le vongole e cuocere ancora pochi minuti.
Assaggiare e valutare se aggiungere sale (il bacon e il brodo delle vongole dovrebbero essere sufficienti a rendere saporita la zuppa) e pepe.
Quando la zuppa è pronta può essere servita subito nella scodella di pane oppure frullata tutta o in parte.
Io ne ho frullata circa metà, per ottenere una zuppa più cremosa e simile a quella mangiata a San Francisco.
Gustare calda, godendo del piacere di scavare nel pane con il cucchiaio 🙂
 

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9 Comments

  1. che bontà questa zuppa!
    sarà che vado matta per le vongole e adoro le zuppe? 😉
    bellissime anche le foto del vostro viaggio!
    un bacione

  2. che dire!!???!!
    grazie!!!
    quello che ci hai regalato è un fantastico “souvenir di cucina”!
    bellissimo il racconto del viaggio (prenda che forse sarà la nostra meta per il prossimo anno!) e assolutamente da provare la ricetta!
    Grazie

    elisa – il fior di cappero

  3. Alex la adora,devo assolutamente fargliela!Anche se non so se avrò la pazienza di cucinare anche la pagnotta ^^
    Bellissime foto <3 che nostalgia!!!!

    • Mela!!! Prova assolutamente, è deliziosa. Per la pagnotta… niente ti impedisce di comprare una bella pagnotta rustica dal panettiere 🙂 🙂 🙂
      Si, tanta nostalgia USA, ma si pensa già al prossimo anno 🙂

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