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Pisarei e Fasò, un piatto tipico piacentino e la leggenda di Aloisa

I Pisarei e Fasò non sono altro che gnocchetti di acqua, pangrattato e farina conditi con sugo di fagioli e salsiccia.
Un piatto semplice e povero, della tradizione piacentina.
La ricetta è antica e si perde nella tradizione contadina. La farina veniva tagliata con pane raffermo per risparmiare materia prima e gli gnocchetti venivano conditi con fagioli e i prodotti della macellazione del maiale: lardo, salsiccia e cotiche (che io non ho utilizzato).
Il nome, pisarei, probabilmente deriva da una storpiatura dal dialetto piacentino del termine biscia, che richiama il lungo serpentello di pasta che si deve realizzare prima di tagliare gli gnocchetti.
Si mettono i fagioli in ammollo per una giornata, si cuociono in brodo vegetale e pomodoro, si aggiungono lardo e salsiccia e infine si cuociono gli gnocchetti. Si scolano molto rapidamente, ne deve risultare quasi una zuppa.
Il clima grigino di questo strano ottobre è semplicemente perfetto per gustarli.

La semplicità vince a mani basse, sempre.

Io ho assaporato per la prima volta questa ricetta quando sono stata in visita al borgo medievale di Grazzano Visconti.

borgo medievale di grazzano visconti piacenza

Il borgo, in realtà, è una fedele ricostruzione di un villaggio medievale che fu fatto costruire dal conte Giuseppe Visconti di Modrone, padre del più popolare regista Luchino Visconti, tra il 1905 e il 1906.
Solo il castello, all’interno del villaggio, è autentico e risale al 1400.
Giuseppe Visconti, conte e imprenditore milanese, amante del decorativismo medievalista, coinvolse l’architetto Alfredo Campanini nella progettazione e realizzazione del suo romantico sogno.
Disprezzato per molti anni come uno scempio architettonico, in quanto “falso”, il borgo di Grazzano Visconti è in realtà un luogo incantevole dove passeggiare e calarsi nell’atmosfera di altri tempi, in cui è facile immaginare dame, cavalieri, monaci e scambi mercantili nella piazza davanti al castello. Una passeggiata che è un vero viaggio nella storia.
Davanti al castello è stato realizzato un meraviglioso giardino all’italiana, con viali lastricati di ciottoli, fontane, siepi e statue allegoriche.

borgo medievale di grazzano visconti piacenza castello

 

Se il biscione è il simbolo del ducato dei Visconti, è però un altro lo stemma che più attira l’attenzione per la sua costante presenza sulle mura del borgo e del castello: un cartiglio con una scritta in caratteri gotici che risale il gambo di un garofano rosso. Si tratta di un messaggio irriverente che Giuseppe Visconti volle lasciare a tutti i critici di maniera che disprezzavano il suo borgo in quanto non autentico. Sul cartiglio si più leggere:

cartiglio grazzano visconti impipatene e guarda in alto

che, se letto da destra verso sinistra riporta: IMPIPATENE E GUARDA IN ALTO.

Come ogni castello che si rispetti anche quello di Grazzano Visconti ha un fantasma che lo infesta.
Non si tratta di una meravigliosa vergine o di un infante ma di una rotonda cortigiana, andata in sposa in età ormai matura ad un Capitano di Milizia e morta di dolore in seguito alla scoperta dei numerosi e reiterati tradimenti da parte del marito.
Aloisa, questo il suo nome, pare abbia descritto il suo aspetto ad una medium durante una seduta spiritica e si presentava come una donna piccolina, ben in carne, dal seno prosperoso e i tratti del viso marcati.
Mentre di giorno Aloisa vaga nel parco e nel borgo portando “amore e profumo alle belle che donano il loro sorriso a Grazzano Visconti”, di notte si rifugia all’interno del castello e diventa molto dispettosa. La leggenda narra che si diverta a molestare con i suoi tiri mancini gli uomini che hanno commesso adulterio. Si placa solo se riceve dei doni, in particolare monili, che vengono appesi alla sua statua per garantirsi un riposo tranquillo nel castello.

borgo medievale di grazzano visconti piacenza statua Aloisa

Pisarei e Fasò
 
Per 3 persone
Autore:
Tipo di Ricetta: Primi Piatti
Cucina: Regionale Italiana
Ingredienti
Per gli gnocchetti:
  • 250 g. di farina 00
  • 75 g. di pangrattato
  • 160 g. circa di acqua
Per il sugo:
  • 200 g. di fagioli borlotti secchi
  • ½ cipolla
  • ½ carota
  • una costa di sedano
  • 150 g. di salsa di pomodoro
  • 100 g. di salsiccia
  • brodo vegetale q.b.
  • 2 fettine di lardo
  • 1 spicchio di aglio
  • prezzemolo fresco q.b.
  • olio evo
  • parmigiano reggiano
  • sale q.b.
Procedimento
  1. Il giorno precedente mettete i fagioli in ammollo in abbondante acqua fresca e lasciateli coperti per almeno 24 ore.
  2. Preparate il lardo pesto (grass pist) battendo velocemente a coltello (meglio se con la lama continuamente riscaldata) le fettine di lardo con aglio e prezzemolo, fino ad ottenere una pasta omogenea.
  3. Tritate la cipolla, la carota e il sedano, fate soffriggere a fuoco vivace in un ampio tegame.
  4. Unite il lardo pesto, la salsiccia spezzettata e privata di budello e fate rosolare.
  5. Aggiungete quindi i fagioli ben scolati e lavati. Unite un po' di brodo vegetale caldo e fate cuocere il tutto per almeno un'ora a fuoco dolce. Controllate sempre che il sugo non si asciughi, unendo brodo all'occorrenza.
  6. Quando i fagioli sono cotti aggiungete la salsa si pomodoro e fate restringere un po', ma senza far asciugare troppo il sugo. Assaggiate e aggiustate di sale.
  7. Preparate quindi i pisarei: amalgamate la farina, il pangrattato e l'acqua fino ad ottenere un impasto morbido ed abbastanza elastico.
  8. Prendete dei pezzettini di impasto, con le mani rotolateli ottenendo dei lunghi serpentelli e tagliate dei piccoli gnocchetti. Col pollice praticate una lieve pressione per dar loro la forma.
  9. Lessate gli gnocchetti in abbondante acqua bollente salata e scolateli non appena vengono a galla.
  10. Versateli nel sugo di fagioli e pomodoro e condite con abbondante parmigiano reggiano.
  11. Servite subito.

Con questa ricetta partecipo al Contest Girolio d’Italia

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8 Comments

  1. Claudio Daviè says

    Bella ricetta molto invitante ed indicata alla stagione. Credo che dovrebbe essere ottima anche con i nostri classici gnocchi di patate, ma chiaramente va rispettata l’origine regionale
    La tua descrizione del falso borgo medioevale di Grazzano Visconti mette voglia di visitarlo

    • Ljuba says

      Il borgo di Grazzano Visconti è davvero bello e merita una visita. Noi abbiamo anche fatto la visita guidata ai giardini del castello (il castello è tuttora di proprietà dei Visconti e non è visitabile) ed è stata molto interessante.

  2. Monique says

    Amoli, me li faceva mia mamma che ha vissuto tanti anni a Vicenza e li ho fatti anche io nel blog. Il resto, è tutto molto interessante, potresti vincere il travel blog award. Quello che non mi torna è: sei tonda, grassoccia e piccolina. Una medium chiede di descriverti. Tu non avresti detto che sei magra e alta?? Io, di sicuro, alta sì.

    • Ljuba says

      ahahhaha, ti garantisco che il prossimo anno mi candido per il travel blog 😛
      Sai che hai fatto lo stesso identico ragionamento che ho fatto io mentre la guida spiegava la storia di Aloisa? Eri bassa, ciccia e bruttina, stagionata e cornuta… ma perchè devi raccontarlo alla medium? Insomma… la differenza tra noi e lei è che noi abbiamo una dignità! Cit. ahhaahah
      Grazie per essere passata Moni.

  3. È da giorni che mi riprometto di venire a leggere la tua ricetta, dopo aver visto quella foto, che mette fame al primo sguardo! È valsa proprio l’attesa, visto che questi gnocchetti semplici con un sugo “da far risuscitare i morti” sono proprio nelle mie corde. Mai assaggiati, e dovrò rimediare!
    Non conoscevo quel finto borgo medievale, ma noi ne abbiamo uno vicino vicino che più finto non si può 😀

    • Ljuba says

      Ciao Giulia 🙂
      Esatto, il borgo medievale di Torino è ugualmente “finto”. Ma non per questo non meritano una visita.
      Poi se alla visita aggiungi una bella mangiata con gli amici, cosa vuoi di più? 🙂

  4. anche io li ho mangiati proprio lì, anni fa!
    Che bello quel borgo, mi piace un sacco….appena posso ci torno, anche solo per un giretto. Bacioni e complimenti, le foto sono meravigliose 😉

    • Ljuba says

      Ciao Simo.
      Anche tu hai incrociato un piatto di pisarei e fasò a Grazzano Visconti?
      Grazie per i complimenti, sulle foto ci sto lavorando 😉

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